“Che c’ho una frase scritta in testa ma non l’ho mai detta”

… “Che questo è un viaggio che nessuno prima d’ora ha fatto

Alice, le sue meraviglie e il Cappellaio Matto

Cammineremo per ‘sta strada e non sarò mai stancA

Fino a che il tempo porterà sui tuoi capelli il bianco

Che TI è rimasto un foglio in mano e mezza sigaretta

Restiamo un po’ di tempo ancora tanto non c’è fretta

Che c’ho una frase scritta in testa ma non l’ho mai detta

Perché la vita, senza te, non può essere perfetta” …

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Cascare nei tuoi occhi e poi vedere se cammino

Vieni più vicino…

A scaldare le mie mani, sempre fredde con le tue calde, a intrecciarle insieme fino a che la temperatura non si uniforma…

Più vicino,

Fammi perdere nei tuoi occhi fino a cascarci dentro, all’infinito, o scivolando verso un lieto fine…

Più vicino,

Fino a sentire il tuo respiro caldo a sfiorare le mie guance arrossate e le mie labbra tremanti, ma non per il freddo…

Più vicino,

Lasciami respirare il profumo della tua pelle, fino a non distinguere più il tuo odore dal mio…

Più vicino,

Attraversami come fossi sottopelle, per cancellare il confine tra la mia pelle e la tua…

“Ed io che vorrei solo averti più vicino
Cascare nei tuoi occhi e poi vedere se cammino
Che sono grandi come i dubbi che mi fanno male
Ma sono belli come il sole dopo un temporale
E poi ti penserò
E poi ti penserò… ”

(da: Ultimo – Cascare nei tuoi occhi)

È che l’Amore va consumato.

Che importa se è un amore a puntate, a “tempo determinato” e non infinito, tanto io ho smesso da molto di credere ai “per sempre”. Amo perdermi negli “adesso”, nei sogni che si realizzano ad occhi aperti, guardandoci occhi negli occhi, i miei che vagano tra il colore del cielo sereno e delle nuvole di pioggia, e i tuoi che sembrano scuri ma al sole risplendono come smeraldi.
Mi facevano stare bene quei nostri momenti rubati, sfuggevoli, ma che erano ossigeno per il cuore.
È che l’amore nasce e cresce per essere consumato, da respiri e mani intrecciati, da corpi bagnati incollati insieme, da gocce di sudore che mischiano l’odore e scendono sulla pelle bollente. L’amore chiede di essere morso, spremuto e leccato fino all’ultima goccia calda sulla punta della lingua, implora di essere consumato fino all’ultimo sospiro insieme, fino all’ultima emozione, fino all’ultimo gemito, fino all’ultimo battito frenetico del cuore.
Che l’Amore va lasciato crescere, coltivato, innaffiato, adorato, accarezzato, desiderato, aspettato…
E poi consumato…
Ancora e ancora e ancora…
Da un duetto di cuori che cantano insieme trasformandosi in un solo incontenibile battito.

Indulgente amore

Un tempo credevo nel giusto e nello sbagliato. Se sbagliavi era difficile per me perdonare, impossibile dimenticare. Tutt’ora non so dimenticare, ma credo di aver imparato a perdonare.
Non lo so bene il perché io sia cambiata.
Ma avevo delle salde convinzioni che ora ho perso per strada. Avevo delle “idealistiche idee” dell’amore perfetto che non ammetteva l’incertezza o lo sbaglio. Per me stessa e per gli altri.
Ora ho smesso di credere, cerco di non chiedere, e di non aspettarmi niente. Cerco di dare quello che ho voglia di dare e di raccogliere semplicemente quello che viene, e di non chiedere a me stessa niente di più di ciò che posso. Lo stesso agli altri, non voglio niente di più di quello che possono o vogliono darmi.
Comprensione e indulgenza, ho capito che sono importantissime, soprattutto in amore, perché ogni persona ha un modo tutto proprio di amare, diverso dal mio.
Ed ora è secondario: cosa è vero e cosa è falso, cosa è giusto e cosa è sbagliato… Ora non lo so più. Mi sembra tutto così “relativo”.
Credo solo a quello che provo.
Credo negli sbagli, e nel perdono.
Credo nell’indulgenza.
O forse accetto tutto anche perché in fondo non credo piu nello stesso tipo di amore in cui credevo prima.
Che importa…
Ora amo di un amore più indulgente.
“E se c’è una cosa che ho imparato è che si deve fare appello a un certo grado di umiltà e di indulgenza quando si giudicano i meccanismi del cuore di un’altra persona.”
Khaled Hosseini

Ballando al buio

Sono sicura che con me avresti ballato, se ci fosse stato il giorno del nostro matrimonio.

Anzi credo che avresti scelto tu la canzone, probabilmente “l’aurora” o “my heart will go on”, o entrambe. Magari mi avresti fatto una sorpresa, qualche entrata in scena plateale di quelle che ti piacciono tanto. E mi saresti venuto incontro in mezzo alla pista da ballo, e poi ti saresti fermato a guardarmi, le mani tese verso me ad aspettare di vedermi correre fra le tue braccia.

Ti sogno così, come in quella foto, tu perfetto e bellissimo dentro a quel vestito bianco, con la pelle abbronzata che risalta e quei tuoi riccioli scuri che ti ricadono sul viso. Come un angelo ribelle. Avrei voluto fossero per me quei vestiti. Credo avrei fantasticato tutto il giorno con pensieri peccaminosi, su quando poi avrei potuto toglierteli…

Ma se non mi avresti chiesto tu di ballare, di certo lo avrei fatto io: ti sarei venuta incontro, ti avrei tolto il bicchiere o la sigaretta dalle mani, ti avrei preso per mano, e intanto ti avrei sussurrato maliziosamente all’orecchio “guarda che non voglio ballare…” e ci avrebbero pensato i miei occhi a trascinarti… o il mio sorriso, quello speciale che riservo solo a te.

E sarebbe stato come quella notte in quel parcheggio, quando hai messo la “nostra” canzone e mi hai detto “Ale, mi devi ancora questo ballo” e mi hai trascinata fuori dalla portiera della tua macchina, e mi hai abbracciata.

E poi la musica sarebbe sparita di nuovo, e con lei tutto il mondo tranne noi, e avremmo sentito solo i battiti del nostro cuore…

“Ti batte il cuore, dimmi perchè
Questo tempo per noi è poco e prezioso
Passerà prima o poi, e non tornerà
Se ti stringo un po’ di più
Ballando al buio in silenzio
Il tempo, il tempo sorriderà
Ballando al buio in silenzio, in silenzio”

La magia di un abbraccio

“Quanti significati sono celati dietro un abbraccio?
Che cos’è un abbraccio se non comunicare, condividere
e infondere qualcosa di sé ad un’altra persona?
Un abbraccio è esprimere la propria esistenza
a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada,
nella gioia e nel dolore.
Esistono molti tipi di abbracci,
ma i più veri ed i più profondi
sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti.
A volte un abbraccio,
quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt’uno,
fissa quell’istante magico nell’eterno.
Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso,
fa vibrare l’anima e rivela ciò che ancora non si sa
o si ha paura di sapere.
Ma il più delle volte un abbraccio
è staccare un pezzettino di sé
per donarlo all’altro
affinché possa continuare il proprio cammino meno solo”.

Pablo Neruda